

Quando scrivi i testi del sito o prepari un contenuto per Instagram, da dove parti?
Potresti scegliere un argomento che conosci bene, descrivere una prestazione oppure spiegare una tecnica che utilizzi. Per rendere quelle informazioni utili, serve anche chiedersi chi le leggerà e quale domanda stanno cercando di risolvere queste persone.
“Mi rivolgo a chi ha bisogno della mia specializzazione” è un punto di partenza. Per scegliere esempi, spiegazioni e informazioni da mettere in evidenza, però, occorre essere più precisi.
Definire il pubblico della comunicazione sanitaria ti aiuta a collegare ciò che fai alle situazioni in cui le persone possono averne bisogno.
Parti dalle attività che svolgi e vuoi far conoscere
Una stessa specializzazione comprende esigenze, prestazioni e percorsi diversi. Anche quando puoi occuparti di più ambiti, difficilmente riuscirai a presentarli tutti con la stessa chiarezza in un singolo contenuto.
Immagina una psicologa che lavora con persone adulte su ansia, difficoltà relazionali e cambiamenti di vita. Se vuole far conoscere i colloqui dedicati all’ansia, dovrà scegliere quali situazioni descrivere e quali domande affrontare.
Può iniziare chiedendosi:
- Quali difficoltà portano più spesso le persone a chiedere il mio aiuto?
- Quali attività desidero far conoscere meglio?
- In quali ambiti ho formazione ed esperienza specifiche?
- Quali richieste ricevo, ma non rientrano nel mio lavoro?
Le risposte aiutano a definire un perimetro concreto. Da questo perimetro puoi partire per spiegare quando rivolgersi a te.
Descrivi una situazione riconoscibile
Età, professione e luogo di residenza possono essere rilevanti, ma spesso lasciano fuori proprio ciò che rende utile un contenuto: la situazione che la persona sta vivendo.
“Donne tra i 30 e i 50 anni” comprende persone con esigenze molto diverse. Anche “persone con ansia” rimane una definizione ampia.
La psicologa del nostro esempio potrebbe concentrarsi su una situazione più precisa: persone che iniziano a evitare riunioni, presentazioni o occasioni di confronto per il timore del giudizio altrui.
Questa scelta suggerisce domande concrete:
- Come distinguere l’agitazione occasionale da una difficoltà che merita attenzione?
- Che cosa succede durante il primo colloquio?
- È necessario arrivare con una diagnosi?
- Si può iniziare anche senza saper spiegare bene ciò che si prova?
Sono domande da esplorare e verificare nel proprio lavoro. Offrono una direzione più utile di una descrizione generica del pubblico.
Ascolta le parole con cui le persone spiegano il problema
Il linguaggio professionale e quello usato prima di una visita possono essere diversi.
Una persona potrebbe descrivere una difficoltà dicendo “rimando tutto ciò che mi mette in ansia”, senza conoscere i termini con cui viene inquadrata in ambito clinico.
Per trovare parole comprensibili, osserva le domande che ricorrono:
- nelle richieste di informazioni;
- all’inizio di una visita o di un colloquio;
- quando presenti un percorso;
- prima della prenotazione;
- quando devi chiarire che cosa comprende una prestazione.
Puoi annotare i temi ricorrenti in forma generale, senza riportare dettagli che rendano riconoscibile una persona.
L’obiettivo è capire quali spiegazioni servono. Nella comunicazione pubblica puoi poi usare esempi costruiti appositamente e dichiarati come tali.
Considera quanto la persona conosce già il tuo lavoro
Due persone con una difficoltà simile possono aver bisogno di informazioni diverse.
La prima sta cercando di capire se parlarne con un professionista. La seconda ha già deciso di prenotare e vuole conoscere modalità, sede e disponibilità.
Per la psicologa del nostro esempio, questo può tradursi in due contenuti distinti:
- un articolo sulle difficoltà che possono emergere quando il timore del giudizio condiziona la vita lavorativa;
- una pagina che spiega come si svolge il primo colloquio e come richiederlo.
Definire il pubblico significa quindi considerare anche quale decisione sta cercando di prendere in quel momento.
Questa distinzione aiuta a evitare contenuti che introducono un problema e passano subito alla prenotazione, lasciando senza risposta i dubbi intermedi.
Usa le caratteristiche personali quando cambiano le informazioni da dare
Alcuni aspetti del pubblico incidono direttamente sulla comunicazione.
Se ricevi solo in presenza, la località e la raggiungibilità dello studio contano. Se lavori con minori, una parte delle informazioni sarà rivolta ai genitori. Se offri appuntamenti online, dovrai spiegare come accedere e che cosa preparare.
Per ogni caratteristica che inserisci nella descrizione del pubblico, chiediti:
Questa informazione cambia ciò che devo spiegare, il servizio che posso offrire o il modo in cui una persona può accedervi?
Se la risposta è poco chiara, potrebbe non essere necessaria.
Inventare hobby, reddito o abitudini di un personaggio immaginario rischia di aggiungere dettagli senza aiutarti a scrivere meglio.
Prepara una traccia da usare per sito e contenuti
Per ogni servizio che vuoi far conoscere, puoi completare queste sei frasi:
- Mi rivolgo a persone che…
Descrivi la situazione pertinente al tuo lavoro. - Prima di contattarmi potrebbero chiedersi…
Raccogli le domande ricorrenti e separale dalle tue ipotesi. - Per comprendere il servizio hanno bisogno di sapere…
Individua le informazioni essenziali. - Potrebbero avere difficoltà a…
Considera ostacoli pratici, termini poco comprensibili e passaggi organizzativi. - Posso spiegare il mio lavoro attraverso…
Scegli esempi, descrizioni del percorso e approfondimenti. - Dopo aver letto, possono…
Indica un passaggio coerente: approfondire, consultare le modalità del servizio o chiedere informazioni.
Puoi utilizzare questa traccia per verificare una pagina già pubblicata oppure per preparare il prossimo contenuto.
Dalla conoscenza del pubblico alle scelte di comunicazione
Una definizione utile del pubblico ti permette di decidere che cosa scrivere.
Se sai quali domande precedono il contatto, puoi organizzare meglio la pagina di un servizio. Se conosci le spiegazioni che ripeti più spesso, puoi sviluppare contenuti che le rendano accessibili. Se ricevi richieste poco pertinenti, puoi verificare quali informazioni mancano o generano equivoci.
È un lavoro da aggiornare attraverso ciò che osservi: alcune ipotesi saranno confermate, altre avranno bisogno di essere riviste.
Per collegare queste scelte agli strumenti da utilizzare, puoi leggere la guida alla comunicazione per acquisire pazienti.
